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  Arriva l’autunno e, col cambio di stagione, sono in molti ad accusare difficoltà e disturbi. Variazioni climatiche di temperatura, umidità e pressione possono influenzare alcune sostanze chimiche (neurotrasmettitori) implicate nella nostra sfera dell'umore: il risultato sono fastidi quali: emicrania, senso di fatica, debolezza, mancanza di energia e vitalità, insonnia... Il cambio stagionale, inoltre, influenza non solo la fisiologia, ma anche la psicologia delle persone. La fine della stagione calda (caratterizzata da luce, caldo, vacanze) viene percepita negativamente dalla psiche umana, inducendo talora a malumore, svogliatezza, depressione... Non dimentichiamo inoltre che, con l’arrivo del freddo, l’organismo è maggiormente esposto al rischio malattie da raffreddamento. Il modo migliore per affrontare il cambio stagionale e, in particolare, l’arrivo dell’autunno è fortificare il proprio organismo. Un corpo forte e in buona salute non avverte i disagi legati al cambio di stagione, o li avverte in maniera meno netta. Come sempre, un buon stile di vita, fatto di una alimentazione equilibrata, pratica di attività sportiva costante e regolare, corretta integrazione e gestione dello stress è la soluzione migliore, anche per affrontare i cambi di stagione. In particolare, è importante rafforzare le difese immunitarie, responsabili della nostra salute. Il sistema immunitario è una complessa rete integrata di mediatori chimici e cellulari che ha lo scopo di difendere l’organismo da qualsiasi forma di aggressione chimica, traumatica o infettiva, che mini la sua integrità. Una caratteristica fondamentale del sistema immunitario è quindi la capacità di distinguere tra le strutture endogene o esogene che non costituiscono un pericolo e che dunque possono o devono essere preservate (self) e le strutture endogene o esogene che invece si dimostrano nocive per l’organismo e che devono quindi essere eliminate (non-self). A seconda delle modalità di riconoscimento degli antigeni si possono distinguere due aree del sistema immunitario:  immunità aspecifica o innata: comprende mediatori chimici (responsabili dell’infiammazione) e cellulari responsabili di una prima linea di difesa contro le aggressioni. È evolutivamente più antica e consente il riconoscimento di un repertorio limitato di antigeni. Riconosce una generica condizione di pericolo e pone il sistema immunitario in una condizione di “allarme”, che favorisce lo sviluppo dell’immunità specifica  immunità specifica o adattativa: comprende mediatori chimici e cellulari responsabili di una risposta difensiva più potente e mirata (virtualmente in grado di riconoscere qualunque forma di antigene), ma più lenta. È evolutivamente più recente e poggia sulla risposta aspecifica per numerose funzioni di presentazione e distruzione degli antigeni.
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